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Nel Palazzo

Ciechi e ipovedenti, si chiede di ripristinare fondi

A fare un appello in favore dell'associazione Mario Tassone dell'Udc. Il parlamentare, attraverso un'interrogazione presentata alla Camera, ricorda che i ciechi e gli ipovedenti italiani, costituiscono un universo di circa due milioni di persone con bisogni e necessità

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ROMA - Iniziative previste per garantire il recupero dei tagli ai contributi concessi dallo Stato all'Unione italiana dei ciechi. Stavolta a fare un appello in favore dell'associazione è Mario Tassone dell'Udc. Il parlamentare, attraverso un'interrogazione presentata l'8 luglio alla Camera, ricorda che i ciechi e gli ipovedenti italiani, costituiscono un universo di circa due milioni di persone con bisogni e necessità crescenti soprattutto in questo periodo di crisi economica del Paese. Molteplici - riconosce il deputato - le iniziative legislative all'esame del Parlamento, che hanno ad oggetto le necessità di detta categoria di persone, "ma si è ancora in attesa di un riscontro sulla loro reale applicazione".

La stessa legge n. 69 del 2000, che stanzia risorse per l'assistenza scolastica ai minorati sensoriali, resta ancora non applicata a causa della mancanza di un regolamento sui cui continuano a permanere difficoltà di copertura finanziaria. Ed ancora non sono state definite specifiche misure sull'impiego del servizio civile per l'assistenza ai disabili gravi e gravissimi, ed in materia di equiparazione dell'assistenza fornita dalle associazioni dei disabili più rappresentative alle attività dei patronati. Nel calderone delle problematiche riscontrate, Tassone inserisce infine i diversi contributi volti a garantire la produzione di libri parlati e di materiali didattici speciali, e la riabilitazione. Questi contribuiti - ha spiegato - non solo hanno perduto il loro potere di acquisto a causa dell'inflazione, ma vengono ulteriormente decurtati di circa un terzo per i tagli della spesa. (dp)

(10 luglio 2009)