La replica alla polemica sui disabili a scuola sollevata in questi giorni dalle dichiarazioni dell'assessore di Chieri di un gruppo di genitori italiani. "Continuiamo con insistenza a richiedere e promuovere una scuola accogliente ed inclusiva"

ROMA - I "Genitori Tosti", un gruppo di genitori con figli disabili gravi e gravissimi "dal Monte Rosa al Gennargentu" scrivono una lettera chiedono di unire la propria voce alle critiche sollevatesi in questi giorni dopo le dichiarazioni, successivamente smentite, dell'assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Chieri, in provincia di Torino. Nel farlo citano quelle che sono le "Linee guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità", emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 2009. Il testo critica le dichiarazioni riportate dai giornali nei giorni scorsi, ma avanza anche delle richieste, chiedendo una "scuola di qualità per tutti, il che vuol dire docenti di sostegno preparati e formati costantemente, in primis, trattati alla pari dei colleghi curricolari e non come badanti del soggetto disturbatore, spediti nello stanzino H in fondo al corridoio".
Di seguito la lettera dei "Genitori Tosti":
"Siamo i Genitori Tosti, gruppo di genitori con figli disabili gravi e gravissimi dal Monte Rosa al Gennargentu, e vogliamo unire la nostra voce a quella di quanti si stanno esprimendo sull'episodio che ha visto come protagonista l'assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Chieri (Torino), durante una riunione consiliare tenutasi il 21 settembre u.s. di cui abbiamo letto nell'articolo riportato dal quotidiano La stampa il giorno 24 settembe u.s, a firma Federico Genta.
L'introduzione alle "Linee guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità", emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione il 4 Agosto 2009, recita: "L'integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo. La scuola italiana, infatti, vuole essere una comunità accogliente nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di crescita individuale e sociale. La piena inclusione degli alunni con disabilità è un obiettivo che la scuola dell'autonomia persegue attraverso una intensa e articolata progettualità, valorizzando le professionalità interne e le risorse offerte dal territorio". Affermare che l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità sia un punto di forza del sistema educativo italiano ci sembrava, fino ad ora, troppo ottimistico e alquanto azzardato (vista la realtà che si presenta all'inizio dell'anno scolastico, disastrosa realtà che noi, genitori con figli disabili in età scolare, sperimentiamo concretamente ogni anno). Dopo le dichiarazioni dell'assessore Pellegrino, questa affermazione ci appare, ahinoi, patetica.
Consigliamo comunque di leggere con più attenzione il capoverso successivo: "la piena inclusione degli alunni con disabilità è un obiettivo che la scuola persegue"; obiettivo difficile da raggiungere quando vengono a mancare le risorse, quando c'è carenza di insegnanti di sostegno, assenza di assistenti educatori e scarsa progettualità, ma che certamente non si può definire raggiunto attraverso "altre localizzazioni più efficacemente strutturate, con risorse umane e materiali all'uopo predisposte, più funzionalmente idonee a rispondere alla domanda di aiuto" (queste sono le parole dell'assessore che si leggono nell'articolo de La stampa ).
Se da una parte noi, genitori di figli con disabilità, continuiamo con insistenza a richiedere e promuovere una scuola accogliente ed inclusiva, dall'altra parte ci aspettiamo che chi rappresenta la Pubblica Istruzione onori quanto sopra riportato, portando avanti un'attenzione maggiore nei confronti degli alunni con bisogni educativi speciali; ci aspettiamo funzionari che sappiano mostrare nelle varie occasioni una sensibilità e soprattutto una conoscenza delle leggi sulla disabilità in materia di inclusione scolastica più approfondita e ci aspettiamo che chi, come un assessore comunale alla Pubblica Istruzione, non possiede tali doti e competenze, abbia almeno la correttezza di lasciare il campo o più esplicitamente l'Assessorato.
La Scuola deve essere luogo e patrimonio di tutti. Ricordiamo, nel caso qualcuno non lo sapesse o se ne fosse dimenticato, che, per legge, le scuole speciali sono state abolite nel nostro Paese a partire dal 1977 e le persone disabili sono appunto persone non una specie a parte da separare dal resto dell'umanità. Quindi sì alla scuola di qualità per tutti, il che vuol dire docenti di sostegno preparati e formati costantemente, in primis, trattati alla pari dei colleghi curricolari e non come badanti del soggetto disturbatore, spediti nello stanzino H in fondo al corridoio.
Cordialmente,
Alessandra Corradi, portavoce nazionale Genitori Tosti, rappresentante per il Veneto
Daniela Cordara, rappresentante per il Trentino Alto Adige, vicepresidente Associazione Eliotrofi
Marisa Melis, rappresentante per la Sardegna
Francesco Reitano, rappresentante per la Sicilia e presidente associazione Pigna d'oro Onlus
(1 ottobre 2010)







