SuperAbile


SuperAbile regionale

Benvenuto nella comunità di SuperAbile. Accedi alle tue aree personalizzabili:


SUPERABILE MULTIMEDIA

COMMUNITY

Per saperne di più

Inail per l'integrazione delle persone straniere

Call Center

Contatta Superabile


La lettera

Sordi. Perché mettere in dubbio il loro diritto alla pensione?

La lettera di Pietro Berardi in merito a una nota dell'Ens sulla manovra di Tremonti. "Il paragone tra invalidi all'84%,i sordi e i profili incostituzionali che scaturirebbero dalla asserita disparità di trattamento è azzardato e infondato, oltre che incoerente- dice-. Fa specie che la presunta disparità di trattamento, ma a favore dei sordi, sia contestata proprio da chi dovrebbe difenderne i diritti, ovvero l'associazione di categoria"

lettera scritta a mano

ROMA - Gentile redazione, desidero vedere pubblicata questa mia nota in merito all'articolo in oggetto, apparso ieri 8 giugno, nella sezione Zoom del canale tematico Salute del sito Superabile. Al riguardo, concordo con il fatto che la norma sull'innalzamento della percentuale di invalidità per beneficiare della relativa pensione si riferisca solo ed esclusivamente agli invalidi civili ex lege 118 del 1971, la sola richiamata dalla disposizione cui fa rinvio l'art. 10 della manovra Tremonti.

Per quanto riguarda i sordi di cui alla diversa legge n. 381/70, la loro pensione non è mai stata legata al possesso di una percentuale d'invalidità, ma erogata solo ed esclusivamente per il fatto di aver ottenuto il verbale di accertamento della c.d. sordità prelinguale ai sensi della citata legge 381/70. Non a caso, nel verbale di sordità in questione non è indicata nessuna percentuale ma solo barrata la categoria di sordo legge 381.L'art. 10 della manovra Tremonti non risulta innovare questo meccanismo, che quindi resta inalterato. Di conseguenza, è evidente che l'innalzamento della percentuale in discorso non riguarda i sordi di cui alla legge 381, ma solo quelli che chiedano o ottengano il verbale di invalidità in base alla legge 118 cit. e si vedano riconosciuta una percentuale inferiore all'85%. Non mi risulta che da parte degli organi preposti si sia messo in dubbio il diritto dei sordi ex lege 381 a beneficiare della pensione assistenziale. Sono curioso di leggere l'immancabile circolare che l'Inps emanerà al riguardo. Non vedo ancora, perciò, la necessità, l'opportunità e l'urgenza di chiedere un intervento del Welfare, né tantomeno di chiedere un ripensamento della norma, sul presupposto, come detto inesistente, che si metterebbe in dubbio il diritto dei sordi alla pensione.

Per quanto riguarda, invece, i presunti profili di incostituzionalità della norma in esame, sempre l'art. 10 più volte menzionato, non si comprende il paragone tra chi fosse invalido all'84% e il sordo, che sarebbe invalido all'80%. Premesso che si tratta di due differenti categorie di disabilità, in effetti, il D.M. 5 febbraio 1992 attribuisce al "sordomutismo" la percentuale di invalidità dell'80%. Senonché, da nessuna parte mi risulta scritto, né nello stesso D.L. né in altra legge, che detta percentuale si debba applicare ai sordi di cui alla legge 381, a fini particolari. Tanto è vero che tutti i benefici previsti a favore della categoria dei sordi di cui alla 381, di varia natura, pensione, indennità, diritto al lavoro, ecc., non richiedono mai la percentuale di invaldità ma solo ed esclusivamente il possesso dello status di sordo ex l. 381/70, analogamente a quanto accade per i ciechi civili.

Il paragone tra invalidi all'84% e i sordi e i profili incostituzionali che scaturirebbero dalla asserita disparità di trattamento, pertanto, pare azzardato e infondato, oltre che incoerente. Soprattutto se si parte dal ragionamento che i sordi ex l. 381 beneficiano della pensione a prescindere da una percentuale di invalidità, che come si è visto non hanno. Fa specie, poi, che la presunta disparità di trattamento, ma a favore dei sordi, sia contestata proprio da chi dovrebbe difenderne i diritti, ovvero l'associazione di categoria. Questa almeno è l'impressione che si ricava leggendo il comunicato pubblicato. Mi auguro trattarsi di un malinteso. E' come, per intenderci, se l'associazione dei ciechi sostenesse che l'indennità di accompagnamento percepita dai ciechi, circa 800 euro, è eccessiva rispetto ai 200 euro intascati dai sordi prelinguali... Ora, mi auguro, ma non per me, che il Governo non accolga il malaugurato invito a rivedere le cose, modificando o precisando la norma nel senso che anche i sordi ex l. 381 sono esclusi dalla pensione...In tal caso, ci saremmo proprio dati la zappa sui piedi!

Pietro Berardi

(10 giugno 2010)

Manovra, Ens: "Ai sordi la pensione indipendentemente dalla percentuale di invalidità"

orecchioLo dicono due leggi che fondano i benefici economici sul solo presupposto della minorazione dell'udito. La presidente Ida Collu chiede chiarezza al governo, esige una correzione della norma in sede di conversione del decreto-legge e annuncia battaglia