Il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, interviene al convegno "Noi Welfare": "La cooperazione sociale ha registrato una crescita dell'occupazione del 4,5% nell'ultimo anno seppur in piena crisi. Un modello di impresa ancorato al territorio"

ROMA - La cooperazione sociale è economia reale. A dirlo è Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea intervenendo al convegno "Noi Welfare", che si è svolto ieri a Roma. Secondo Tajani la dimostrazione di questo assunto sta nei dati: "La cooperazione sociale ha registrato una crescita dell'occupazione del 4,5% nell'ultimo anno seppur in piena crisi. Questa è economia reale, perché è un modello di impresa ancorato al territorio".
Secondo una ricerca dell'European Institute on cooperative and social entreprise (Euricse), condotta a vent'anni dalla legge 381 del 1991 per analizzare il livello dell'innovazione delle cooperative sociali e svolta attraverso 400 interviste ai dirigenti delle coop di Confcooperative, il 32% delle cooperative è in crescita. Una percentuale decisamente superiore a quella emersa ina latri settori dell'economia. Inoltre il 60% delle strutture ha realizzato nel corso degli ultimi tre anni attività nuove. E l'80% ha avuto vantaggi economici dai processi innovativi adottati. Tra le cooperative che innovano il 37% ha sviluppato nuovi servizi, il 28% ha individuato nuovi utenti e il 60% ha attuato misure di miglioramento interno. Il 59,7% delle cooperative, infine, copre nuovi rischi che risultano scoperti dal welfare istituzionale.
Un riconoscimento all'importante attività svolta dal settore è arrivato dalla Presidenza della Repubblica. Il capo dello Stato, Giorgio Napoletano, ha inviato al presidente di Confcooperative Luigi Marino una targa commemorativa. "Il ruolo della cooperazione sociale, attraverso le diverse attività svolte, è significativo per creare nuove opportunità di sviluppo solidale" si legge nella nota inviata da Donato Marra. Tra i diversi interventi che si sono succeduti nel corso della mattinata, anche quello di monsignor Arrigo Miglio, responsabile della Cei del settore problemi sociali e del lavoro, che ha sottolineato l'importanza di richiamarsi a tre principi fondamentali "unitarietà, speranza, responsabilità, valori in in questo momento quanto mai attuali". Il vicesindaco di Roma, Sveva Belviso, ha ringraziato Confcooperative perché in questi anni "c'è sempre stato un confronto chiaro, serio e puntuale, senza mai una strumentalizzazione".
Giuseppe Milanese, presidente di Federsanità ha sottolineato che in Italia la sanità rappresenta il 25,6% della spesa complessiva per prestazioni sociali erogate dallo Stato. Segue la previdenza che da sola assorbe il 66,4% della spesa pubblica sociale. "Noi non vogliamo sostituirci al sistema sanitario ma essere nel sistema sanitario nazionale- afferma - La gente è costretta a spostarsi da sud a nord per un ricovero. Inoltre l'Italia è tra gli ultimi paesi europei per l'assistenza agli over 65". Secondo Milanese bisogna quindi passare dalla logica dell'ospedale all'assistenza sul territorio, sviluppare l'assistenza domiciliare e la mutualità integrativa. "Se si investe in questo ci sarebbero 193mila nuovi posti lavoro". (Eleonora Camilli)
(17 novembre 2011)







