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Ens e Uic: protesta a sorpresa al ministero dell'Istruzione

Sit-in di Ente nazionale sordi e Unione italiana ciechi e ipovedenti contro la mancata applicazione della legge per l'integrazione scolastica degli studenti ciechi e sordi. Fissato incontro per giovedì 12

il ministero dell'Istruzione a Roma

ROMA - Protesta a sorpresa ieri mattina, al ministero dell'Istruzione, delle maggiori associazioni delle persone cieche e sorde per protestare contro la mancata applicazione della legge 69/2000 che stanzia fondi per l'integrazione scolastica dei "minorati sensoriali". Le delegazioni dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e dell'Ente Nazionale per la protezione e l'assistenza dei Sordi, guidate rispettivamente dai presidenti Tommaso Daniele e Ida Collu, si sono presentate a viale Trastevere per un sit-in di protesta prima di essere ricevute - "dopo qualche momento di imbarazzo", recita una nota congiunta delle due associazioni - da un gruppo di dirigenti e funzionari del Ministero: tra gli altri erano presenti Giuseppe Cosentino, capo dipartimento Istruzione, Pasquale Capo, capo della segreteria del Ministro Gelmini, Mario G. Dutto, direttore generale per gli Ordinamenti scolastici, Pasquale Pardi, direttore Generale per i Servizi nel territorio, Sergio Scala, vicedirettore Dg Studente, Massimo Tocci, ufficio legislativo.

Dopo tre ore di incontro "per spiegare, confrontarsi e capire", Cosentino si è impegnato - rendono noto Ens e Uic - "a presentare al ministro le richieste dei due enti" e un nuovo incontro è stato fissato per giovedì 12 febbraio. "Oggi abbiamo incontrato persone disponibili a collaborare con noi - dichiarano Daniele e Collu - ma non è sufficiente: abbiamo bisogno di un impegno politico e pubblico del Ministro a sostegno del regolamento e giovedì sarà il momento per risposte chiare e definitive". "E' ora - continuano i due presidenti - di dire basta a questa situazione imbarazzante, in cui una legge dello Stato è stata approvata da molti anni, ma ancora resta inattuata". Le due associazioni chiedono che il Ministero provveda ad approvare un regolamento che renda operativa la legge 69 e che ponga fine all'attuale situazione nella quale "i bambini e i ragazzi ciechi, ipovedenti e sordi, sono privati degli interventi specialistici necessari per la loro formazione", ad iniziare fra gli altri da materiali didattici speciali, libri di testo accessibili, apprendimento della lingua dei segni. Un provvedimento atteso da ormai nove anni. (Stefano Caredda)

(5 febbraio 2009)