La mancata pluralità dell'informazione sul caso di Eluana Englaro preoccupa l'associazione "Gli amici di Luca" della casa dei risvegli Luca De Nigris: una lettera al giornalista Gad Lerner, firmata dal presidente De Nigris, sottolinea l'inadeguatezza della puntata di martedì 28 ottobre de "L'infedele" su "Eluana anima prigioniera"

BOLOGNA - ''Caro Gad Lerner, mi permetto di darti del tu essendo, prima della vicenda personale di mio figlio Luca che mi ha toccato facendomi cambiare di fatto attività, un giornalista professionista, tuo collega. Ho visto come altri la pur interessante trasmissione "L'infedele" trasmessa ieri sera su La7 e dedicata a "Eluana anima prigioniera" e devo dirti che rimango perplesso e preoccupato dalla mancata pluralità dell'informazione.
Nel corso della puntata hai detto che sono arrivati molti messaggi di protesta perché al dibattito non c'era la "Casa dei Risvegli Luca De Nigris" di Bologna. Il problema non è questo. E' che mancavano i fisiatri, mancavano le associazioni, mancavano le famiglie, mancavano le persone in stato vegetativo e quelle risvegliate dal coma che ce l'hanno fatta (e per fortuna sono tante), mancavano insomma gli attori e i protagonisti di quel dibattito. Hai ovviamente tutto il diritto di fare le scelte che ritieni opportune per la tua trasmissione, ma vorrei farti riflettere sull'impatto che sull'opinione pubblica sta avendo non solo la vicenda di Eluana, ma il comportamento del padre Beppino Englaro che nel portare avanti la sua legittima battaglia occupa i media senza reale contradditorio, chiedendo da un lato silenzio sulla sua vicenda e dall'altro - attraverso il libro, le interviste e i pubblici interventi - invitandoci sempre più ad entrare nella stanza attorno al capezzale della figlia. Questo, credo, è inaccettabile intanto perché non c'è spazio per stare tutti in quella stanza (anche se in questi anni è diventata grande, molto grande), ma anche perché rimangono di fatto fuori le famiglie di chi invece in stanze simili, molto più piccole, molto meno illuminate, vivono, sperano e combattono tutti i giorni nel resto d'Italia.
L'11 novembre si deciderà sulla sorte di Eluana. Ma non dobbiamo appiattirci sulla sua vicenda, non dobbiamo controbattere a Beppino Englaro. Ma perchè fino a poco tempo fa ci invitava al silenzio sulla sua vicenda e oggi ha fatto un passo avanti come personaggio, scrittore, opinion leader, attore e chissà cos'altro ancora? E' una sua scelta personale, legittima, ma non comprensibile, che sposta il problema, lo devia. E' un po' la "misdirection" degli illusionisti che per compiere il loro trucco sviano l'attenzione su qualcosa d'altro. Ma questo non è un gioco di prestigio. Qui si gioca con la vita delle famiglie e delle persone che vivono in questo stato. Su questo campo di battaglia (che è lo stesso di Eluana) bisognerebbe decidere, ancora prima che del diritto alla vita, del diritto alla cura e all'assistenza, alla ricerca, alla nascita di centri di eccellenza, all'integrazione sociale delle persone con gravi disabilità. Di questo dovremmo parlare. E non lo si può fare solo, o soltanto, con l'aspetto teologico o filosofico, dove le migliaia di persone che in Italia vivono in stato vegetativo (con il corollario della rete di assistenza professionale, affettiva e amicale che l'attornia) diventano una semplice citazione a margine. Non è così. E' possibile che il dibattito si riduca sempre alla "dignità del morire bene" e non piuttosto alla "dignità di garantire l'assistenza alle famiglie" che vivono situazioni di disagio anche economiche? Quale libertà lo Stato deve garantire?
In ogni caso non è accettabile che tutta la trasmissione di ieri sera si riassuma nelle ultime parole del padre di Eluana: "Il processo del morire è stato interrotto, ora la natura faccia il suo corso". Caro Lerner, l'ultimo tabù di questa società non è la morte ma è invece la vita, come viverla e come accettare chi la vive, o dovrebbe viverla, insieme a noi.
Con viva cordialità''.
Fulvio De Nigris
Direttore Centro Studi per la Ricerca sul Coma - Gli amici di Luca nella Casa dei Risvegli Luca De Nigris - Azienda Usl di Bologna
(30 ottobre 2008)








