Documento unitario: coinvolgimento delle associazioni, ripristino del Fondo non autosufficienze, aumento delle pensioni per invalidi civili, rispetto della legge 68/99 e quota di riserva dei volontari del servizio civile a favore del sostegno alla disabilità

ROMA - Sostegno alla famiglia, risorse finanziarie, scuola, lavoro: sono questi alcuni cardini del documento che le federazioni Fish e Fand, in occasione della Giornata internazionale del 3 dicembre, presentano di nuovo all'attenzione del governo.
Famiglia. Un'attenzione prioritaria viene richiesta dalle associazioni al sostegno alle famiglie dei disabili, che da una parte rischiano "impoverimento e marginalizzazione", dall'altra sono essenziali per scongiurare il "ritorno all'istituzionalizzazione". Le associazioni chiedono dunque di intervenire su diversi fronti per alleggerire il peso sostenuto dai familiari delle persone disabili: potenziamento dei servizi territoriali , aumento degli assegni al nucleo familiare, aumento delle detrazioni e deduzioni per spese di assistenza, nonché altre misure di natura anche economica per la non autosufficienza.
Risorse finanziarie. Fondo nazionale per le politiche sociali e Fondo per le non autosufficienze devono essere adeguatamente alimentati. Esattamente il contrario di ciò che sta accadendo: il primo infatti è stato ridotto di circa 700 milioni dal 2007 al 2010 (circa 1.600 milioni di euro nel 2007, meno di 1.500 nel 2008, 1.355 nel 2009, 1.070 per il 2.010, e poi solo 960 per il 2011). Quanto al Fondo per le non autosufficienze, si è visto assegnato la somma di 400 milioni per il 2010, per non comparire affatto nei bilanci di previsione successivi. Per Fish e Fand, inoltre, i piani di rientro e i commissariamenti delle Regioni "tagliano orizzontalmente e senza alcuna valutazione di merito l'assistenza socio-sanitaria".
Accertamento dell'invalidità. Considerato lo scarso successo del governo nella "campagna straordinaria di controlli sui falsi invalidi", le associazioni chiedono "di partecipare ad una profonda revisione dei criteri di accertamento della disabilità" e che sia avviato "un processo di semplificazione delle procedure di accertamento delle minorazioni civili e degli iter di concessione delle provvidenze economiche". Infine, sollecitano la reintroduzione del "ricorso amministrativo, anche per limitare i costi enormi che il solo ricorso giurisdizionale sta causando (320mila cause giacenti)".
Provvidenze economiche. Aumento delle pensioni minime per gli invalidi civili, a partire da quelli che oggi ricevono il sussidio più basso, ovvero gli under 60: è questa la prima richiesta delle associazioni, che però evidenziano anche la necessità del "potenziamento prioritario dei servizi territoriali con specifici e vincolati stanziamenti". Un impegno particolare deve essere poi riservato all'elaborazione di "un piano nazionale per chiudere le esperienze segreganti di ogni forma e tipologia nell'arco di due anni, convertendo le risorse attualmente impegnate nel budget di salute, o progetto personalizzato anche per una residenzialità protetta incardinata in abitazioni civili e per gruppi non superiori alle 4 unità, nonché nel processo di transizione e nella predisposizione di servizi alternativi inclusivi radicati nella comunità".
Inclusione educativa. Per Fish e Fand "l'intero sistema scolastico appare gravemente compromesso da scelte pedagogicamente miopi": il problema principale quest'anno è stato quello delle classi sovraffollate e di eccessivi tagli alle ore di sostegno didattico. La richiesta è quella del ripristino e attuazione del decreto 141/99 che "impone un numero massimo di alunni con disabilità per classe" e la nomina di un sottosegretario con delega specifica all'inclusione educativa "vista la difficoltà di gestire l'intero comparto scolastico da parte del solo ministro".
Inserimento lavorativo. Le associazioni denunciano l'inosservanza della legge 68/1999, di cui è stata via via limitata "la portata e la potenzialità". Le associazioni denunciano, in particolare, "gli effetti negativi causati dal blocco delle assunzioni delle persone con disabilità nella pubblica amministrazione previsto dall'articolo 17, comma 7 della Legge 102/09. Con altrettanta preoccupazione va stigmatizzato l'intento paventato nell'Intergruppo parlamentare sulla sussidiarietà di trasformare l'art. 14 del decreto legislativo 276/2003 in mero trasferimento economico dall'impresa sottoposta all'obbligo alla cooperativa sociale: un obolo che evita ogni possibilità di inclusione". La richiesta è quella di "interrompere processi legislativi di modifica della legge 68/99", di "sbloccare le assunzioni nella Pubblica amministrazione" e di "eliminare gli esoneri concessi agli istituti bancari".
Accessibilità del servizio pubblico radiotelevisivo. Le Federazioni segnalano "l'insuccesso di alcuni impegni assunti sull'audiodescrizione, sulla sottotitolazione e sui notiziari in Lis" e la mancata volontà della Rai di confrontarsi su un nuovo approccio culturale riguardo al nuovo Contratto di servizio pubblico Rai attualmente in fase di discussione. La richiesta è di "introdurre dei vincoli certi qualitativi e quantitativi di accessibilità che diano un segnale di incremento rispetto al precedente contratto" e l'istituzione di un "Osservatorio neutrale in grado di certificare i risultati dell'impegno di accessibilità delle trasmissioni Rai".
Servizio civile volontario. Il documento di Fish e Fand si conclude con la richiesta di un maggior numero di volontari del servizio civile destinati alle associazioni di disabili. "Negli ultimi due anni - scrivono - complice l'aumento di organizzazioni richiedenti, il numero di persone in servizio civile destinato all'ambito della disabilità è andato via via diminuendo, costringendo spesso le associazioni a sospendere o limitare servizi ed assistenza. Chiediamo pertanto che all'interno dei progetti ammissibili ai bandi per il servizio civile, sia prevista una quota di riserva del 25% a favore delle iniziative volte all'assistenza e al supporto della disabilità grave". (cl)
(2 dicembre 2009)






