SuperAbile


English version


Benvenuto nella comunità di SuperAbile. Accedi alle tue aree personalizzabili

SuperAbile regionale

SUPERABILE MULTIMEDIA

COMMUNITY

Per saperne di più

Regolamanto Protesico

Inail per l'integrazione delle persone straniere

Mibac

Call Center

Contatta Superabile

Logo accessibilità


Il punto

"Il Governo ratifichi la Convenzione Onu": l'appello del Cid.Ue

Il presidente Daniele: "E' strano che un Paese civile come l'Italia non abbia ancora concluso questo processo iniziato con il governo Prodi. Il 10% della popolazione mondiale è costituita da disabili, siamo la più grande minoranza del mondo". A Roma il convegno "A 60 anni dalla dichiarazione universale dei diritti umani: quali conquiste e quali sfide per le persone con disabilità?"

palazzo Onu

ROMA - "Il governo ci deve dire quali iniziative intende assumere per ratificare la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, approvata dalle Nazioni unite nel 2006. E' strano che un Paese civile come l'Italia non abbia ancora concluso questo processo iniziato con il governo Prodi" e non giunto a buon fine a causa della caduta dell'esecutivo. Il presidente del Consiglio italiano dei disabili per i rapporti con l'Unione europea (Cid.Ue), Tommaso Daniele, ha parlato ieri nel corso di una conferenza stampa al Senato, in cui viene presentato il convegno "A 60 anni dalla dichiarazione universale dei diritti umani: quali conquiste e quali sfide per le persone con disabilità?", in corso oggi a Palazzo Marini.

Ora, dice Daniele, "abbiamo questa Convenzione che non è più concepita con il concetto di assistenza ma con quello dei diritti umani, però adesso i governi la devono ratificare e attuare. Questo è il nostro obiettivo e quando lo avremo raggiunto solo allora ci saremo presi un posto nella società e non saremo più cittadini di serie B". Anche perché, ricorda, "il 10% della popolazione mondiale è costituita da disabili, siamo la più grande minoranza del mondo".

Ida Collu, vice presidente del Cid.Ue e presidente dell'Ente nazionale sordi, riflettendo sui 60 anni che sono trascorsi dall'approvazione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dice che sarebbe "più facile dire cosa non è stato fatto" dal mondo politico. Ma soprattutto "manca la consapevolezza e il pieno convincimento che la disabilità è una risorsa e non un problema e chi lo vede come un problema non ha capito nulla dei diritti dell'uomo".

Per Ida Collu, c'è ancora molto da fare nel nostro Paese. E fa qualche esempio: "Manca la ratifica della convenzione Onu, manca il riconoscimento ufficiale della lingua dei segni, manca la sottotitolazione completa dei programmo televisivi. Troppo spesso siamo trascurati e non ci danno voce". Insomma, dice, "il parlamento deve cambiare rotta e domani ragioneremo insieme per capire ciò che c'è da fare per arrivare a un salto di qualità. Sono 100 anni che aspettiamo". E con amarezza ricorda che "nel 1940, non nell'800, i ciechi e i sordi erano considerate persone incapaci di intendere e volere".

Per quanto riguarda l'Unione europea e la Convenzione Onu da ratificare aggiunge: "Se si fermano è perchè non hanno la consapevolezza della ricchezza della diversità. Il nostro non sarà un urlo di protesta ma la fermezza dignitosa di chi reclama diritti negati fino a oggi". L'europarlamentare del Pdl, Maddalena Calia, interviene per sostenere questa battaglia "e mi auguro che il nostro governo si impegni" per la ratifica. Un impegno che, invece, Cinzia Bonfrisco (Pdl), segretario della presidenza di Palazzo Madama, assume anche nome del Senato: "Onoreremo l'impegno di ratificare la Convenzione Onu nel più breve tempo possibile".

Questo, dunque, uno dei temi che sarà affrontato domani a Palazzo Marini a partire dalle 10 e 30. Tre le relazioni previste. Una sul cammino sin qui percorso a partire dalla Dichiarazione universale dei diritti umani fino alla Convezione Onu; una sui contenuti della Convenzione Onu (principi, punti di forza e debolezze); e l'ultima sull'azione che il governo intende intraprendere per la sua ratifica e attuazione. Per il governo interverrà il sottosegretario alla Salute Francesca Martini.

(26 novembre 2008)

Disabilità. Convenzione Onu, dal governo via libera a ratifica

Palazzo ChigiIn Consiglio dei ministri l'esame e l'approvazione del disegno di legge di ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. E' il primo passo verso il completamento del processo di ratifica, per il quale occorrerà l'approvazione del Parlamento. Si prepara il via ad un Osservatorio nazionale con Istituzioni e associazioni rappresentative delle persone disabili: avrà il compito di monitorare l'applicazione del documento firmato al Palazzo di Vetro

Convenzione Onu. Dopo la ratifica, in arrivo un Osservatorio nazionale

disabile su sedia a ruote al tromontoSarà composto da governo, regioni, enti locali, Inps, Istat e associazioni rappresentative delle persone con disabilità e dei loro familiari. Obiettivo: rafforzare la partecipazione dei disabili alle decisioni che li riguardano. Avrà una propria dotazione finanziaria. Il via subito dopo la ratifica italiana della Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità: vicino il primo passo, l'approvazione del disegno di legge in Consiglio dei ministri

Convenzione Onu. Il disegno di legge di ratifica "molto presto" in Consiglio dei ministri

un consiglio dei ministriIl disegno di legge di ratifica del documento approvato dalle Nazioni Unite arriverà all'esame del governo "forse già venerdì prossimo, e comunque entro la fine dell'anno". Ad annunciarlo è il sottosegretario alla Salute Francesca Martini nel corso del convegno organizzato dal CidUe. Pressing anche dal presidente della Camera Fini: "Anche il Parlamento dia l'ok in tempi brevi"

Le associazioni: "La mannaia si abbatte sui deboli"

una persona anziana sola in casaIda Collu (Ens): "I diritti dei disabili vengono violati anche impostando una finanziaria che dimentica i più deboli. Noi siamo educati e stiamo al nostro posto, ma questi diritti devono essere concretizzati e a chi dice che non ci sono i soldi, rispondo che sono le solite scuse per non affrontare i problemi reali del Paese". A Roma il convegno promosso dal Cid.Ue