Rapporto di Asc. Il presidente Palazzini ha chiesto un fondo annuale di 120 milioni di euro, la razionalizzazione della struttura, pensata per 80 mila giovani ma che ne occupa circa 15 mila e una minore discrezionalità nella scelta dei progetti

ROMA - Un fondo annuale di 120 milioni di euro per mettere a sistema il servizio civile. E poi la razionalizzazione della struttura, pensata per 80 mila giovani ma che ne occupa circa 15mila e una minore discrezionalità nella scelta dei progetti "che devono avere un valore educativo e non essere dei tappabuchi per gli enti locali". Sono queste le richieste che Licio Palazzini, presidente di Arci servizio civile (Asc) ha indirizzato al Governo Monti in occasione della presentazione, ieri a Roma, dell'ottavo rapporto dell'associazione. "Non abbiamo solo richieste di ordine economico, ma crediamo che sia importante fare una manutenzione dell'attuale gestione del Servizio civile: si tratta di una struttura pensata per accogliere 80 mila giovani, ma arranca a 15 mila - sottolinea Palazzini - . C'è un ufficio nazionale e 21 uffici regionali: il primo si dovrebbe occupare solo dell'accreditamento e della valutazione, mentre il controllo e la rendicontazione dovrebbero essere fatti a livello locale. Inoltre, bisogna ridurre la discrezionalità nella valutazione dei progetti: spesso se ne privilegiano alcuni rispetto ad altri per esigenze del territorio, ma non possono essere dei tappabuchi, il valore educativo deve essere prioritario". Palazzini sottolinea che quest'anno la ricerca non ha voluto soltanto fotografare la realtà del servizio civile ma anche "capire su quali terreni le acquisizione dei i giovani possono essere utili". "Innanzitutto si tratta di strumenti di cittadinanza, è un capitale che poi può essere speso nella vita professionale e familiare", afferma.
Secondo Federico Fauttilli, capo dell'Ufficio nazionale del servizio civile, il rapporto Asc conferma che il "servizio civile, sia per i giovani che per la società italiana tutta, è uno strumento estremamente utile". Per questo in futuro "si dovrà renderlo più stabile di quanto fatto negli ultimi anni con i continui tagli". "La crisi ha fatto emergere la necessità di rafforzare il servizio civile. In questo senso abbiamo presentato una proposta per prevedere lo stanziamento di 120 milioni nel 2014 e 1015 per una stabilizzazione - aggiunge Fauttilli -. C'è poi la questione della riforma del servizio civile: abbiamo chiamato intorno a un tavolo tutti i proponenti dei vai disegni di legge in materia. Contiamo di arrivare a una proposta di riforma: un documento unitario che dia un contributo alla discussione ma poi se ne dovrà occupare il prossimo Governo". Secondo Elisa Simsig, tra i curatori della ricerca per Swg, "l'Italia è un paese che guarda ai giovani con sfiducia, manca la comprensione e il dialogo. Compito delle associazioni di servizio civile è , invece,intercettare i bisogni e valorizzare quello che viene fatto durante l'anno di attività". Per Emanuele Ortigosa dell'Irs sarebbe necessario dare a "tutti volontari uscita un' attestazione su ciò che è stato fatto, utile anche per la ricerca del lavoro. Queste informazioni, poi, servirebbero anche ad alimentare una banca dati per monitorare l'andamento dei progetti". (Eleonora Camilli)
(21 giugno 2012)






