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Cooperativa Autismo e Futuro: "La discriminazione inizia dall'assenza di servizi"

Nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, la cooperativa sottolinea le difficoltà dei familiari: "La situazione particolarmente complessa delle persone con autismo è caratterizzata dalla grande dipendenza dalla famiglia"

lettera scritta a mano

ROMA - A scrivere è Autismo e Futuro onlus, cooperativa sociale di Roma che si distingue per l'adozione di un approccio cognitivo-comportamentale al problema autismo, ampliamente utilizzato nei Paesi anglosassoni. Cooperativa in partenariato con la National Autistic Society inglese, un'organizzazione che conta su 17.500 membri, 2.500 persone dedicate unicamente a questa disabilità e 1000 volontari, "Autismo e Futuro" onlus alla vigilia della Giornata internazionale delle persone con disabilità, punta il dito sulla carenza di servizi e sulla necessità di assistenza continua per chi vive lo spettro dell'autismo e per le famiglie.

"Le famiglie dei bambini con autismo - scrive la cooperativa - subiscono ogni giorno una grave forma di discriminazione: in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, Autismo e Futuro Onlus vuole ribadire che è la carenza di servizi specifici per l'autismo a determinare questa disparità. La situazione particolarmente complessa delle persone con autismo è caratterizzata infatti dalla grande dipendenza dalla famiglia, le cui possibilità di scelta sono estremamente ridotte (o più spesso annullate) dalla necessità di assistere costantemente il figlio, una situazione resa ancor più pesante dalla mancanza di un adeguato sostegno da parte delle istituzioni".

"La drammatica portata di questo fenomeno - continua la lettera - è resa evidente da un recente fatto di cronaca: si tratta dell'allontanamento di un bambino con autismo dalla mensa scolastica a causa di una riduzione dei posti disponibili, che lo penalizza perché sua madre non lavora; i posti vengono infatti concessi in via prioritaria ai figli delle donne che lavorano, con la conseguenza di escludere il bambino con autismo, la cui mamma non svolge attività lavorativa. Ma affermare che la madre di questo bambino non lavora risulta non solo essere inesatto, ma contrario ad ogni buon senso: benché svolto con amore, essa ha un lavoro gravoso, pieno di difficoltà, e (ovviamente) non retribuito, ovvero prendersi cura del suo bambino. Ed essere trattata alla stregua di una madre che può scegliere se lavorare o meno significa basarsi sull'assunto che la famiglia di un bambino con autismo abbia le stesse possibilità della famiglia con figli normodotati".

"In ‘Lettera a una professoressa', don Milani scrive: ‘Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali'. Le famiglie dei bambini con autismo hanno bisogno di misure che le tutelino nella loro complicata condizione: la carenza di servizi e la complessità dei bisogni di queste persone le rendono particolarmente vulnerabili e quindi oggetto di discriminazioni molto gravi. E questo perché le persone con autismo sono spesso private di un percorso educativo e di trattamenti specializzati che permetterebbe loro di migliorare veramente la propria qualità di vita e di ‘dare respiro' alle loro famiglie. Tale privazione genera notevole sofferenza e moltissime difficoltà, e costituisce una forma di discriminazione che Autismo e Futuro combatte ogni giorno al fianco delle famiglie". (eb)

(2 dicembre 2010)

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