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Blocco delle partenze, Focsiv chiede il ritiro del ricorso presentato dal giovane pakistano

Ci sono 18 mila giovani che aspettano di iniziare il loro servizio civile. Ma la sentenza del Tribunale di Milano li ha bloccati. Marelli: "Se viene ritirato il ricorso si riapre tutta la partita e si può sperare di far iniziare il servizio civile"

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MILANO - Ci sono 18 mila giovani che aspettano di iniziare il loro servizio civile. Ma la sentenza del Tribunale di Milano, che ha ordinato al Governo di riaprire il bando di reclutamento per permettere anche agli stranieri di parteciparvi, li ha bloccati. Per questo la Focsiv, federazione di 65 ong italiane di ispirazione cristiana, chiede all'associazione Avvocati per niente e ad Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) di ritirare il ricorso presentato insieme al 26enne pakistano Syed e che ha portato alla sentenza del 12 gennaio. "È vero che la sentenza è già esecutiva - spiega Sergio Marelli, presidente della Focsiv -, ma i nostri giuristi ci hanno spiegato che se viene ritirato il ricorso si riapre tutta la partita e si può sperare di far iniziare il servizio civile a migliaia di giovani che hanno già avuto l'ok dal Ministero". In una lettera aperta, indirizzata ad Avvocati per niente e ad Asgi, Sergio Marelli scrive che "condividiamo pienamente l'istanza da voi presentata e cogliamo questa occasione per ribadire la nostra totale disponibilità ad intraprendere ogni azione opportuna per rilanciare questa battaglia e individuare le vie più efficaci per garantire questo diritto". Tuttavia c'è ora l'urgenza di sbloccare la situazione che si è creata con la sentenza del giudice di Milano. Il blocco delle partenze è "un colpo gravissimo a quel poco che resta di questa opportunità di formazione ad una cittadinanza responsabile offerta ai nostri giovani e alle nostre ragazze, dopo le drastiche riduzioni dovute ai continui tagli alle risorse economiche stanziate per il Servizio Civile Volontario che già rischiano di cancellarlo definitivamente, mettendo in grave difficoltà anche le tante persone bisognose beneficiare dei servizi garantiti dai volontari".

"Siamo certi della giustezza della causa che con il ricorso avete voluto perorare -scrive ancora Sergio Marelli-. Anche Focsiv, la più grande Federazione di organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana presente in Italia, che con ogni bando invia all'estero centinaia di giovani, da molti anni condivide la convinzione che servono modifiche alle normative vigenti in materia di volontariato. In particolare sosteniamo che le leggi 64/01 sul Servizio Civile e 49/87 sulla cooperazione allo sviluppo contengano norme discriminatorie nei confronti degli stranieri regolarmente residenti in Italia".

La Focsiv è pronta a impegnarsi per riformare la legge sul servizio civile. "Condividiamo, quindi, pienamente l'istanza da voi presentata e cogliamo questa occasione per ribadire la nostra totale disponibilità ad intraprendere ogni azione opportuna per rilanciare questa battaglia e individuare le vie più efficaci per garantire questo diritto". Secondo Sergio Marelli, il fatto che ora il ministro all'Integrazione sia Andrea Riccardi che ha competenza anche sul servizio civile è una garanzia. "La profonda conoscenza che ho del Ministro e i contatti avuti in questi giorni mi permettono di non dubitare del fatto che il Ministro sarà in grado di dare segnali concreti e tempestivi di condivisione della nostra richiesta a voler garantire questo diritto e di autentica considerazione del caso personale di Syed". (Dario Paladini)

(20 gennaio 2012)

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