Secondo la Carta europea sulla sicurezza stradale, il numero delle vittime doveva essere dimezzato entro il 2010. In Italia, il calo è stato poco superiore al 30%. 800.000 feriti ogni anno nel nostro paese, per un costo sociale di 40 miliardi. La denuncia di Bastaunattimo

ROMA - Sicurezza stradale, obiettivo fallito: doveva essere dimezzato il numero di vittime della strada entro il 2010, ma è diminuito solo del 30%. Gli impegni assunti dall'Italia e dagli altri stati dell'Unione europea con la Carta sulla sicurezza stradale sono stati disattesi da nostro e da molti altri paesi. A ricordarlo è oggi la campagna nazionale sulla sicurezza stradale "Basta un attimo", creata nel 2007 da AssoGiovani e Forum nazionale dei giovani.
A Palazzo Marini a Roma, la campagna ha convocato rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni per prendere insieme atto di questo fallimento, ma soprattutto per mettere a punto strategie efficaci per il futuro. Un appuntamento al quale i politici non si sono presentati, "impegnati come sono - ha detto Carmelo Lentino, portavoce della campagna - in questioni di palazzo. Eppure - ha continuato - ogni anno 800.000 persone finiscono in ospedale a causa di un incidente stradale, 25.000 riportano invalidità permanenti, per un costo sociale di circa 40 miliardi l'anno".
L'insufficiente impegno da parte delle istituzioni è stato denunciato anche da Gianluca Melilli, consigliere vicario del Forum. "Non è una novità - ha detto - che il governo italiano, di qualsiasi colore sia, faccia proclami destinati a non trasformarsi in realtà". Ad ostacolare una seria presa in carico del problema è "il fatto che la sicurezza stradale non è percepita come una priorità, in termini etici ed economici - ha detto Marcello Aranci, presidente della Consulta provinciale di Roma per la sicurezza stradale - La strada - ha aggiunto - è lo specchio della società. Sono serviti 1.218 giorni per modificare il codice stradale: un sistema parlamentare così lento è destinato a rincorrere sempre la lepre che è già scappata. Nelle nostre città, i tasso di mortalità sulla strada è tra i più alti d'Europa e il 30% delle vittime ha meno di 35 anni: è ora che la mortalità stradale diventi tema centrale del dibattito politico e culturale del nostro paese".
D'accordo Giuseppa Cassaniti, presidente dell'associazione italiana Familiari e vittime della strada: "Occorre porre al centro il problema, per sentire l'urgenza della soluzione. Come associazione rivendichiamo la relazionalità democratica che vorremmo avere con le istituzioni, che hanno il potere di risolvere il problema. L'obiettivo di dimezzare le stragi - ha aggiunto - per noi era insufficiente: come ha detto Giovanni Paolo II, la vittima non può essere il pedaggio da pagare al progresso. Per questo, abbiamo chiesto sia a Prodi sia a Berlusconi di considerare prioritario l'obiettivo di prevenire gli incidenti stradali, ma finora questo non è accaduto e in alcune regioni, come Lazio, Campania e Sicilia, gli incidenti e i morti stanno addirittura aumentando"
Secondo Luca Montanari, dirigente dell'Anvu (Associazione polizia locale d'Italia), "quel che manca è una norma sul procedimento sanzionatorio. Abbiamo un modernissimo codice della strada - ha detto - che però non riesce a far paura, perché non è dotato di effettività. Così, molte sanzioni, soprattutto per errori di forma, restano inapplicate". Montanari ha quindi evidenziato l'inefficienza degli autovelox, che "dovrebbero essere a tradimento, cioè imprevedibili, nascosti, come accade nel resto d'Europa". Lo stesso problema è stato sottolineato da Armando Dionisi, componente dell'VIII Commissione della Camera dei deputati: "Nel nostro paese - ha detto - rispetto a questo tema assistiamo a un notevole inasprimento delle norme, che però in molti casi restano inapplicate. L'obiettivo non deve essere dimezzare il numero delle vittime, ma eliminare le morti sula strada".
Nel corso della conferenza, è stato presentato il concorso "InMovimento", destinato a giovani tra i 14 e i 35 anni di età, che fino al 31 dicembre potranno inviare cortometraggi, sceneggiature o filmati girati con il cellulare, sul tema della sicurezza stradale.
(16 novembre 2010)







