La notizia ha fatto il giro delle testate giornalistiche. Sgominata un'organizzazione criminale napoletana composta da 53 persone: attiva da almeno 3 anni, falsificava documenti medici e amministrativi ed era riuscita a far erogare false pensioni di invalidità a persone senza alcun tipo di problema.
Sui grandi media, invece, non fanno notizia il teatro di Roma pieno di persone con disabilità e familiari, l'altro giorno, all'incontro organizzato da Fish e Fand; né la Conferenza di Torino dell'ottobre scorso; né la ratifica della Convenzione Onu; né le reiterate discriminazioni a cui sono soggette molte persone con disabilità e le loro famiglie; né la quotidianità e il protagonismo di persone e associazioni; né la mancanza di servizi adeguati; né gli emolumenti economici insufficienti e assegnati con criteri non omogenei. Tutto questo non fa notizia! Certo, l'informazione deve avere qualcosa di importante e clamoroso per essere data. Sono tante, non solo sulla disabilità, le mancate notizie quotidiane.
Peccato, però, che questo modo di fare informazione (mettere sempre, e solo, sotto i riflettori i falsi invalidi e, tutt'al più, qualche grande campione di disabilità) sia alla fine negativa per chi vive direttamente, o da vicino, la disabilità. Contribuisce a fomentare l'altra faccia del pietismo: il senso comune per cui i disabili sono tutti assistiti, godono di privilegi, sono un costo per la società, sono passivi e improduttivi, stanno sempre a lamentarsi.
Fare informazione in questo modo sui grandi media è una scelta. Chi informa in questo modo deve esserne consapevole, così come delle conseguenze "sotto-culturali" e discriminanti di questo modo di informare. Un mese fa, ad esempio, un importante giornale inglese (The Guardian), ha pubblicato un lungo articolo di una persona con disabilità che raccontava la propria esperienza e le relazioni con i suoi assistenti personali.





i media se ne impippano delle persone disabili, anzi le mettono in prima pagina solo per rimarcare notizie tragiche o come questa che con la disabilità non ha nulla a che fare, ci sono persone disoneste come quelle denunciate , medici compiacenti e anche politici ( come evidenziato dagli articoli pubblicati in questi giorni ) che sono disonesti, ma nulla di questo ha a che fare con l'argomento disabilità
Le persone disabili vengono chiamate a visita di revisione anche se sono esenti per legge, oppure i minori che dovevano rimanere fuori dalle verifiche, e che dire delle Commissioni che non visitano ma consultano solamente i documenti?
molte pensioni e indennità sono state rievocate a VERE persone con disabilità e le famiglie ne pagano le conseguenze , bisogna fare ricorso con l'avvocato, denaro , tempo e giustizia sociale buttata al vento , alle persone con disabilità non viene dato spazio sufficiente a garantire inclusione, e se danneggiate da errati comportamenti nessuno paga, credo sia ora di finirla
Postato da marina cometto il 09/12/2009 16:15 rispondi